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I capricci di Marianna

L’amore di Don Perlimplino con Belisa nel giardino

1998

Tommaso Ragno Capricci Marianna Don Perlimplino

I capricci di Marianna



autore: Alfred De Musset
traduzione:
Mina Mezzadri
regia:
scene e costumi:
luci:
musiche: Giancarlo Facchinetti

personaggi e interpreti:
Marianna: Monica Conti
Ottavio: Roberto Trifirò
Celio: Tommaso Ragno
Claudio: Franco Sangermano
Hermia: Maria Teresa Giudici
Cameriera di Hermia e Cameriera del cabaret:
Simona Barbero

La commedia narra del giovane Celio che ha un rapporto incestuoso con sua madre Hermia, e del suo amore non corrisposto per Marianna, giovane moglie del giudice Claudio, più anziano di lei e geloso. Celio ha paura di corteggiare direttamente Marianna e si rivolge al suo amico Ottavio, un gaudente libertino cugino di Claudio. Il suo intervento è fatale poiché Marianna si innamorerà di Ottavio, che in nome della amicizia per Celio, essendo Carnevale, scambierà il suo abito con quello dell'amico in modo che la donna venga tratta in inganno. Durante l'incontro, Celio si rivelerà a Marianna che, sdegnata, lo respingerà e verrà ucciso dai sicari inviati da Claudio, che teme il tradimento della moglie. Una terribile nemesi colpisce la disperata Hermia che perde così il figlio. Alla fine Ottavio disperato respinge Marianna definitivamente.

L’amore di Don Perlimplino con Belisa nel giardino


autore: Federico Garcìa Lorca
traduzione: Vittorio Bodini
Mina Mezzadri
Enrico Job
Gigi Saccomandi


personaggi e interpreti:
Don Perlimplino: Tommaso Ragno
Belisa: Simona Barbero
Marcolfa: Maria Teresa Giudici
Madre di Belisa Monica Conti
Direttore della Barraca: Roberto Trifirò
Organizzatore della Barraca:
Franco Sangermano

Don Perlimplino è un vecchio ricco e inesperto dell’amore che, spinto dalla governante Marcolfa, sposa la bellissima Belisa, pur sapendo che il suo amore non è contraccambiato. Lei, infatti, lo sposa per interesse, e fin dalla prima notte di nozze lo tradisce ripetutamente. Perlimplino però l’ama sinceramente e per godere di un brandello del suo amore ricorre ad un espediente poetico e struggente: scriverle lettere d’amore, attribuite ad un fantomatico giovane, tra le cui righe palpita l'incontenibile desiderio del suo corpo, quel corpo di Belisa che Perlimplino non aveva mai potuto amare. Le fa, quindi, recapitare tramite Marcolfa una lettera, in cui si finge un giovane cavaliere desideroso di un convegno notturno con lei. Davanti alla smania della moglie di conoscere il giovane, a Don Perlimplino non resta che svelare l’inganno e togliersi la vita nel giardino della sua villa dinanzi alle lacrime della sua domestica e all’incredulità della moglie.

Grazie a Katya Chieregato per il programma di sala
da cui sono state tratte le informazioni