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Il nemico


2007

locandina_Nemico

autore : Julian Greene
traduzione : Roberto Buffagni
regia : Carmelo Rifici
scene : Daniele Spisa
costumi : Margherita Baldoni
musiche : Daniele D’Angelo
luci : RiccardoTonelli
movimenti coreografici : Alessio Romano

personaggi e interpreti :
Elisabeth, moglie di Philippe: Elisabetta Pozzi
Pierre, fratellastro dei Silleranges: Tommaso Ragno
Philippe de Silleranges: Marco Balbi
Jacques de Silleranges: Alessio Romano
la povera: Noemi Condorelli
Mugis: Tindaro Granata
il dottore, il domestico, il povero: Agostino Riola
la balia: Carlotta Viscovo

Youtube - Scena 2 - Youtube - Scena 3

1785, un castello francese. Il conte ha una bella moglie, ma è impotente per ferita; la donna è concupita, invano, dal di lui fratello minore. Sopraggiunge però un terzo fratello, anzi fratellastro, dei due, gran dongiovanni ai suoi tempi, ma poi, per cinque anni, frate. Abbandonata la tonaca quando si è scoperto ancora schiavo del proprio erotismo, questo Pierre vuole ora sedurre la cognata, e ci riesce: la tentazione è donna e la castità è l' inferno del corpo. Jacques geloso fa uccidere il fratellastro. Dopo il delitto Elisabeth sconvolta vuol chiudersi in un convento, ma il marito glielo impedisce. E per averla accanto a sé, la «riconsegna» a Jacques pregandolo di ottenerne nuovamente «i favori», perché tutto torni ipocritamente tranquillo come prima. Ma non per Elisabeth che, distrutta dal dolore e dal rimorso, sarà tra loro solo un corpo senza volontà.

“Il nemico” ha come obiettivo fondamentale quello di mettere al centro il Male metafisico. «È necessario aprire una porta per fare entrare il demonio?», chiede scettico e provocatorio Jacques al fratellastro Pierre. E Pierre: «È necessario aprire una porta e varcare la soglia di una chiesa per trovare Dio?»

Il regista Carmelo Rifici alleggerisce il testo con decisi tagli e cerca una strada antinaturalista che esalti il gotico di una storia di sangue, sensi e tribolazioni dell' anima. Rifici, guida gli attori spezzando il naturalismo con brevi balletti meccanici che fanno dei personaggi vuote marionette nelle mani di un qualche burattinaio schizofrenico , cancellando il tempo con una corsa dei costumi dal Settecento a oggi ( l’ambiente aristocratico si rivela progressivamente un interno borghese con la graduale modificazione degli abiti e delle acconciature settecenteschi in costumi di foggia moderna), sottolineando il dominio del destino su quegli esseri in scena (ricorrendo ad una specie di riavvolgimento cinematografico che li costringe ad un dato punto a muoversi all’indietro e a rivivere, in rapidi flash, episodi già visti). Al tutto si aggiungono, in funzione di controcanto visionario, una serie di figure che si muovono in scena senza un’apparente spiegazione: fantasmi evocati dai dialoghi o volti di personaggi che dalla Storia (quella vera, lontana dagli affanni dei protagonisti) vengono calpestati. La stessa scena suggerisce un edificio in perenne costruzione, con le impalcature sul lato sinistro che rimandano al presente e collocano il dramma in una dimensione meta-storica.

Testo: “Il nemico” - pdf

Le informazioni e le immagini di Massimo Agus sono tratte da Istituto Dramma Popolare , Marco Balbi .

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Tommaso Ragno - Pierre - "Il nemico"

foto di Massimo Agus
Le immagini sono riprodotte a norma dell’art. 70 della L. 633/1941 e successive modifiche.